Taglio brillante, tondo |
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Il termine brillante é spesso utilizzato, in modo improprio, per indicare un diamante.
Viene spontaneo, vedendo una bella gemma che cattura la luce per restituircela con i riflessi più imprevedibili, di definirla brillante anziché diamante. E così un termine improprio diventa appropriato: ciò che vediamo é brillante! Ma é bene sapere che questo termine indica il tipo di taglio, maggiormente usato nella lavorazione delle gemme, la cui caratteristica principale é quella di avere le faccette che partono da un centro e si divergono verso la periferia. Si racconta che il padre di questo taglio fu veneziano, tale Vincenzo Peruzzi, un tagliatore di gemme animato da grande curiosità e passione per il suo lavoro. La forma più conosciuta e diffusa è quella rotonda che si dimostra la più adatta al diamante in quanto permette di sfruttare meglio la forma ottaedrica del minerale grezzo e, se tagliato con le proporzioni studiate da Marcel Tolkowsky, permette di ottenere la massima brillantezza e dispersione della luce. Tutte le gemme però possono essere tagliate, con le debite proporzioni, a brillante rotondo. Avremo quindi un quarzo, taglio brillante; uno zircone, taglio brillante e via di seguito. Un'ultima notazione: non esiste solo la forma rotonda nel taglio a brillante. Gemme di forma ovale, a goccia a navette o "marquise" e a cuore possono essere tagliate a brillante. L'immagine pubblicata in questo post ci consente di capire quanti e quali faccette compongono il taglio a brillante di forma tonda. |
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