Rodio |
|||
|
Caratteristiche tecniche:
|
Il Rodio è un elemento chimico con numero 45 e simbolo Rh che si trova nei minerali appartenenti alla famiglia del platino che includono il palladio, il rutenio, l'iridio e l'osmio. E' raro, particolarmente duro e resistente, di colore bianco argenteo, e viene impiegato come catalizzatore.
Lo isolò per primo nel 1803 il chimico inglese William Wollaston e lo chiamò rhodon, parola greca che significa "rosa", con riferimento al caratteristico colore rosso dei composti di rodio disciolto. Se ne estraggono circa 10 tonnellate all'anno da giacimenti che si trovano in Russia, in Sud Africa ed in Canada. Allo stato naturale é mischiato ai minerali del platino, richiede pertanto un lungo e costoso processo di raffinazione. L'utilizzo del rodio in gioielleria ha avuto inizio negli anni venti ed ha conosciuto un rapido sviluppo sino agli inizi della seconda guerra mondiale quando fu classificato come materiale strategico riservato al solo utilizzo bellico. Soltanto nei primi anni cinquanta l'industria manifatturiera iniziò ad utilizzare nuovamente questo metallo per la placcatura di gioielli e monili. Una buona placcatura garantisce una superficie sempre liscia e brillante, antigraffio, resistente alla corrosione degli acidi, luminosa ed attraente per molti anni. Ed é lo spessore della placcatura a determinarne la qualità e la durata: un valore tra 0,10 micron e 0,50 micron é considerato accettabile. A completare questa breve scheda dedicata al rodio va detto che la placcatura non copre i difetti sulla superficie del metallo, anzi li esalta. Paragonando la capacità riflettente di una superficie in argento puro con una superficie di argento rodiato scopriremo che il primo vince a breve termine ma perde decisamente col passare del tempo poiché il secondo mantiene inalterate le sue qualità per lungo tempo. |
||

